LA PRIMA FRA TUTTE

Regia - Massimiliano Bolcioni

Teatro delle Forchette

Il giorno dopo l’affondamento del Titanic, tre Grandi Artiste si ritrovano ad attendere “il loro momento” dentro quello che pare un grande Teatro. Con loro, ad attendere direttive, un Giovanotto responsabile del luogo e Maria, una giovane donna delle pulizie. Nell’attesa le tre raccontano spiegano, sperano ancora in qualcosa che in realtà non hanno mai avuto o al quale hanno volutamente rinunciato, e senza rendersene conto così facendo creeranno colei destinata a divenire “la prima fra tutte”. Dietro alla facciata drammaturgica più immediata,e cioè il racconto pungente e metaforico di come con i “pezzi” degli Artisti che precedono si costruiscano spesso gli Artisti che seguono”, il discorso del testo di Bolcioni si inserisce in quella sua “Trilogia della Vita e della Morte” composta da “ Banquet Royale” e “ Alla 22esima Eclisse” dove i Personaggi si trovano in una dimensione sospesa e atemporale, per quanto connotata da un periodo storico citato o nel testo o nel contesto visivo, ma sempre in attesa di qualcosa che vive sotterraneo alla vicenda stessa. Se in Banquet Royale al Teatro Sacro Orientale e Medioevale si accenna, come in 22esima Eclisse di Tragedia Greca si parla, ne “la Prima Fra Tutte” arriviamo alla commistione Dramma Borghese-Teatro dell’Assurdo, soprattutto per via di alcuni personaggi “di contorno” quale la figura del “Regista” personaggio unico ma interpretato da tre attori distinti. O quello inquietante della “ Signorina ”, che ad un certo punto parlando di se stessa come ironica battuta dichiara “ non sono mica il Caronte che deve guidare le Signore dall’altra parte …” aprendo però così una possibilità di ruolo effettivo nel contesto di ipotesi drammaturgica riferita alla sua presenza e importanza nella vicenda. Di sicuro come nei due Testi della Trilogia, anche La Prima fra Tutte è perfettamente costruita all’interno di un cerchio infinito, che apre e chiude passando ogni volta da un portale che si chiama  Arco Scenico, dove la chiave di lettura è fornita sempre dalla presenza nella trama di Attori o Artisti comunque che si esibiscono o che della loro Arte parlano e Dimostrano, a rafforzare il tema caro all’Autore dell’Arte vista come unica speranza di sopravvivenza e motivo di Eternità. E soprattutto di nobilitazione dell’Essere. Esattamente come i musicisti presenti sul Titanic, che fino all’ultimo mai smisero di “portare Arte al mondo” anche se in quel momento il mondo attorno a loro stava andando inesorabilmente a fondo.

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