NELLA CITTA' L'INFERNO

Regia Stefano Naldi

l'ISOLA DEL TESORO - Teatro Testori - Forlž -

Dal romanzo di Isa Mari “Via delle Mantellate”. Galleria di donne in un carcere romano: Egle, prostituta incallita; Lina, servetta spaurita accusata ingiustamente di complicità in un furto; una ragazzina già pentita e innamorata di un ragazzo che vede dalla finestra. Egle insegna come farsi furba a Lina che impara anche troppo bene. Sceneggiato con Suso Cecchi D'Amico, è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in Castellani, da un sapiente uso del ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica.

LO SPETTACOLO TEATRALE - STEFANO NALDI

… è molto casuale pensare al perché si è spinti ad una messa in scena piuttosto che ad un’altra, diciamo che ciclicamente mi si ripropongono certe esigenze, come quella di questa volta, cioè di raccontare elegantemente una storia fatta di legami forti, senza cadere nel veloce effetto scenico o nel divertito intrattenimento, se penso a miei spettacoli come Don Chisciotte, Amleto e non per ultimo Peter Pan, oppure alle forti riletture se penso al mio Romeo e Giulietta. Questa volta mi ritrovo a competere con uno stile che già affrontai per il mio testo inedito “Tre Bambole di Pezza”, ovvero dedico ad una semplice ed elegante rilettura registica una difficile prova d’attore, come d’altronde il testo stesso richiede.

Prova fatta di fortissime emozioni, spesso trattenute, spesso manifestate, un po’ come la vita, no?:

ci si sveglia tutte le mattine nel solito letto, ripetutamente si compiono le stesse azioni e quando arriva l’imprevisto ci si trova ad avere 8000 reazioni diverse, perché fondamentalmente nulla è certo nella vita di nessuno ed il più grande timore di tutti è proprio il senso di precarietà che ci circonda. Ecco perché ho scelto di ricreare un carcere fatto di sbarre in continuo mutamento e movimento, poiché anche nella certezza di essere rinchiusi fra 4 mura, la vita riserva comunque delle sorprese e tutto diviene relativamente stabile e instabile allo stesso momento, come la psiche umana.

E siccome di altro non parlo che della noia e della psiche umana, ecco di cosa vorrei parlare questa volta: dopo aver sviscerato i forti ideali in cui credevo e tutt’ora credo come l’arte, l’amicizia, l’amore, l’infanzia… questa volta parlo veramente di me e non di ciò che mi circonda, parlo del sacrosanto timore di rimanere soli, del forte senso di precarietà che ci fa lottare ogni giorno per rimanere in equilibrio su quel sottile filo che è la vita e che ci separa dalla morte fisica e dalla follia mentale… Ho cercato di dimenticare il forte impianto attoriale del film, con cui comunque non mancherà il paragone, ho cercato di concentrarmi sui miei attori, sulle mie tipologie, sui miei “grandi”: Fellini, Fosse, Bolcioni, che sempre cito e sempre continuerò a ricordare... Ho lasciato correre la vicenda ed ho costruito l’azione attorno a quella, proprio per rendere forte l’idea non solo della reale prigionia, ma anche di quella che volente o nolente esiste nella vita di tutti i giorni, per spiegarmi meglio non metto in scena gente chiusa in una cella, ma pareti che pian piano rinchiudono dei personaggi; pareti, come ho già detto instabili, veloci, a volte fittizie, imprevedibili; spinto da forti avvenimenti del mio ultimo anno di vita, preferisco rilassarmi e rilassare in uno spettacolo fatto di eleganti soluzioni e forti cariche interpretative, coadiuvato da un ideale cast di persone che mi segue da Gennaio e con cui già ho sperimentato un altro taglio della mia visione teatrale con “Defixiones”… bravi! Un ringraziamento speciale ed una nota di merito ai musicisti con cui porto avanti il progetto musicale dei “MINIMO INDISPENSABILE”, perché nonostante le strane frequenza radiofoniche, hanno continuato a credere nel nostro progetto tanto più questa volta regalandomi una bellissima colonna sonora per questo spettacolo e ancora di più l’anteprima di una canzone del prossimo album; altrettanto a mio padre che riesce sempre a realizzare le scene da me ideate… Ed ora che sono entrato in fase ringraziamenti, cosa che odio, perché sicuramente ne dimentico tanti, tanto vale continuare: non sono solito pensare a chi mi da ogni volta la forza primaria per ogni messa in scena, ricordo solo che per Amleto ringraziai il mio maestro, per Don Chisciotte un amico in particolare, questa volta non so, di sicuro me stesso e la mia tenacia, ma soprattutto una persona in specifico che mi ha fatto diciamo rinascere ed ha occupato un grande vuoto lasciatomi da certi avvenimenti spiacevoli, e che è riuscita a farmi nuovamente percepire i lati ironici, drammatici, commoventi, e amabili della vita, perché per come sono fatto io ho sempre riso e ironizzato su tutto anche sulle cose serie e diciamo che la vita a volte te lo fa dimenticare… e per questa volta rinasco come la fenice … non c’è bisogno di fare nomi chi intende l’apparenza si fermi a quella, qui riuscirà a cogliere il simbolo vada oltre. Per ultimo, non voglio tralasciare, una delle battute più importanti, che tutti ci diciamo nella vita: “…non voltarti, non voltarti indietro, così non torni più…” ma indissolubilmente ognuno di noi è legato al proprio passato, (e ci si volta, ci si volta eccome!!! ) con tutti i ricordi, i rimpianti, i rimorsi, le gioie, gli errori… la grande dote della sopravvivenza sta proprio qui: dando il giusto prezzo agli avvenimenti, avanzare imperterriti, come un Giano Bifronte, con uno sguardo al passato ed uno al futuro; il presente? Beh, quello ci pensa da solo a “farsi vivere”…

Calendario Spettacoli

sabato 15 febbraio ore 21:00

Contatti

l'ISOLA DEL TESORO - Teatro Testori - Forlž

Viale Amerigo Vespucci, 11
47122 Forlž

Info

Biglietteria:

Intero € 12,00

Ridotto (Soci FoEmozioni, Over65) € 10,00

Ridotto Universitari € 8,00

 

INFO E PRENOTAZIONI: 

339/7097952   

347/9458012

info@teatrodelleforchette.it