SHAKEmySPEARE IN THE JUNGLE

Testo Stefano Naldi - Regia Massimiliano Bolcioni

La Vicenda

I° TEMPO

 Un giovane drammaturgo chiede udienza presso Her Majesty Queen Elizabeth Tudor per ottenere approvazione e appoggio al proprio lavoro . La Regina gli concede udienza e così lui, coadiuvato da un gruppo di attori che lo aiutano a mettere in scena l’opera, inizia il racconto.

Nell’”Arcipelago” esistono due grandi isole, Tamerot ove Regna la Famiglia   De La Serenissima capeggiata dal buon Re Metello,dalla bionda moglie Bedhelia e dai figli Giulieo il romantico e Anacleto il tenebroso, e la splendida Ranchjpur, governata dal generale Ugo Macbetto e dalla moglie Groderia Macbetto, unitamente alle figliole Romietta la solare e Cordelia la pazza. Dopo una feroce battaglia vinta da Mabetto in nome del suo Re, Metello decide di rimanere ospite per la notte nel palazzo dai tetti d’oro di Ranchjpur, non sapendo che il giorno precedente, al prode Macbetto tre Streghe tremende incontrate per caso gli avevano predetto il trono a breve. Con lui in quel momento era presente il nobile Sdenko, padre del giovane Arnaldo,al quale le Streghe avevano rivelato “sarai padre di re seppur non re tu stesso”. Da questo momento nel pensiero di Macbetto si formano sinistri pensieri di morte appoggiati da Lady Mabetto una volta venuta a conoscenza della veggenza tramite lettera. Soprattutto da quando nonostante tutte le veggenze Re Metello annuncia al mondo la nomina a suo successore del figlio Anacleto. Durante la festa organizzata a palazzo Macbetto per Re Metello e famiglia, i due fratelli DeLaSerenissima incontrano le due sorelle Macbetto e ne restano profondamente colpiti, seppur per motivi diversi. Giluieo e Romietta si innamorano perdutamente mentre Anacleto oscuro com’è, rimane affascinato dal potere di morte che pare accompagnare Cordelia, ossessionata dal regalare fiorellini e persone che poi puntualmente muoiono. Nel frattempo, il sibillino consigliere Santjago, marito della procace e ribelle Ersilia, dama di compagnia di Bedhelia DeLaSerenissima, suffragetta ante litteram, per seminare veleno politico induce il suo Re durante una passeggiata notturna a credere che la moglie lo tradisca con il nobile Sdenko, scatenando la selvaggia furia africana che da sempre lo accompagna. Nella loro stanza a notte fonda, Metello affronta la moglie e decide di ucciderla per vendicare l’onore, ma viene battuto sul tempo da Lord Macbetto che piombato in stanza lo pugnala a morte.

Tornato in stanza dalla moglie che tutto conosce le rivela di aver dovuto strangolare anche la bionda regal consorte Bedhelia onde evitare testimoni e questo fa venir in mente alla perfida Lady un escamotage per fornire a tutti anche un colpevole del delitto: torna in stanza del re e sporca di sangue le mani di Bedhelia mettendole l’arma a fianco così da far sembrare la povera donna l’assassina del Re.

All’alba quando verrà scoperto il delitto, Macbetto griderà a tutti il suo dolore ma questo non convince Arnaldo e men che meno Giulieo e Anacleto, affatto disposti a credere la madre l’assassina del padre e per questo se ne fuggono all’isola del teschio. Prima però Giulieo aspetta la sera per poter incontrare segretamente sotto la luce della luna la dolce Romietta, e stringere con lei promessa d’amore eterno.

 

II° TEMPO

 

Oramai Ugo Macbetto, proclamandosi vendicatore del defunto Re Metello, ha in realtà assunto il potere e questo causa voci pericolose. Sentendosi minacciato dal nobile Sdenko e sempre pensando alla profezia secondo la quale suo figlio Araldo avrebbe preso il potere, Macbetto evoca le tre Streghe e da queste fa assassinare i due. Sdenko cade sotto i colpo ma il giovane Arnaldo fugge. Meditando altro modo per eliminarlo, Macbetto e la sua Lady organizzano una cena durante la quale annunciano la lor decisione di dare la figlia in moglie al giovane Arnaldo, pensando così di sistemare la pericoloso faccenda, però non solo Romietta si rifiuta scatenando le ire del padre, ma pure lo spettro di Sdenko appare silente per sgomentarlo. Temendo che il suo terrore e il suo delirio a tavola possano far scoprire la verità, Lady Macbetto congeda tutti e si rifugia nella notte. Più tardi disperata Romietta confida alla sorella di preferire la morte piuttosto che andare in moglie ad Arnaldo. E questa le consiglia un rimedio: le suggerisce di mangiare un fiorellino particolare che procura una sorta di morte apparente e di lasciar credere al mondo di essersi tolta la vita. Quindi una volta risorta, di fuggire nascostamente e raggiungere Giulieo e con lui vivere il loro amore. Le regala il fiore e spariscono loro volta nella notte.

Macbetto, solitario evoca le tre Streghe per aver ulteriori veggenze e queste evocano arcane presenze che rivelano al Lord che nulla dovrà temere fino a che la giungla non muoverà verso Ranchjpur e che nessuno nato da donna potrà mai fargli nulla. Rassicurato da questo, ordina di eliminare gli ultimi baluardi che lo dividono dal potere assoluto. Le tre Streghe compiranno una malocchio uccidendo Ersilia, mentre Romietta ingoia il fiore e stramazza per tutti defunta. Solo Santjago e Arnaldo sfuggono alla carneficina e si rifugiano nell’isola ove si trovano Giulieo e Anacleto. Qui metteranno al corrente i due fratelli dei fatti e alla notizia della morte di Romietta, Giulieo disperato decide di raggiungerne la tomba per finire con lei. Tutto questo sangue macchia implacabilmente la mente e il cuore di Lady Macbetto che impazzisce e soffoca nei fiori la misera Cornelia. La verità verrà nascosta a tutti dalla Comare Windsoriana, moglie dello staffiere Staffal, che racconterà a tutti di come Cornelia sia morta per disgrazia cadendo da un alto baobab.

Nel frattempo mentre nell’isola del teschio il solitario Anacleto sta meditando sul senso della vita, gli appare lo spettro del padre che gli rivela la tremenda verità sui fatti. Colto da furia belluina, radunerà i sopravvissuti e si preparerà ad attaccare il malefico usurpatore. Per far si che non si accorgano del loro avanzare verso il castello di Lord Macbetto, ordina di tagliare grandi rami di albero e di tenerli dritti a fronte, si da sembrare una foresta. Tale foresta viene vista avanzare dalla Comare che con terrore lo comunica al suo Lord, ma a quel punto l’oramai impazzita Lady avanza a mezzanotte cantando una canzone con la voce orrenda della malattia mentale. Questo le cagionerà la dipartita. Mentre si scatena la battaglia feroce, Santjago nomina lo spettro della moglie che apparendo lo uccide per lo spavento. Lo staffiere e la comare vengono trucidati dal Anacleto che affronta l’ultimo scontro col malefico Lord, rivelandogli di esser lui “ il figlio non nato da donna” dal momento che fu frutto di un parto cesareo. Mentre impazza il duello, Giulieo raggiunge Romietta nella tomba dove gli si ferma il cuore dal dolore, cosa che accadrà immediatamente dopo anche alla fanciulla che tornando alla vita scoprirà di aver perso per sempre il suo amore. Gli ultimi rimasti, Lord Macbetto e Anacleto si uccidono a vicenda lasciando in scena oramai solo le tre regali spettatrici ed il giovane autore attore rimasto nel frattempo nascosto dietro un ombrello. Intuendo grandi potenziali dietro al caos creativo appena mostratole, Elizabeth Tudor decide di appoggiarlo nel tempo a venire fornendogli un Teatro, una Compagnia e sostegno economico. E trovandogli anche un nome d’arte che in tanti impareranno a riconoscere: William Shakespeare.

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