BANG BANG! SEI MORTO!

di W. Mastrosimone - Regia Giuseppe Verrelli

La violenza….spesso gratuita in molti contesti della nostra società…spesso portata all’eccesso dal cinema o dalla televisione che molte volte ci bombarda con 1000 immagini di qualsiasi tipo… Bang, bang: il classico suono che il bambino o ragazzino produce quando simula la violenza…. Il suono di una violenza o più precisamente di un’arma da fuoco che uccide all’istante…. Suoni violenti che i ragazzi ascoltano giocando….videogiochi!Sempre più reali e cruenti.

Ma cosa può scaturire questo nella mente di ragazzi ancora non formati a pieno e che non sanno ancora bene come funziona il mondo…? Questo è il punto di partenza per la messa in scena di bang bang sei morto! Un videogioco dove la violenza è solo mimata ma il ricordo che ne scaturisce riesce a riempire di sensi di colpa che cambiano la persona violenta e la fanno ragionare sulle azioni terribili che potrebbe o ha commesso…. Il videogioco…che come obiettivo ha l’eliminazione dei “tuoi nemici” per un punteggio finale… Il videogioco come metafora di un mondo dove con un tasto, tu vinci e gli altri perdono…dove uccidi e vieni ucciso, ma sempre dopo il GAME OVER, puoi ripartire per vincere di nuovo o prenderti la rivincita. Il videogioco dove si formano luoghi incantati o che ti ricordano una realtà fatta di eccessi. I morti….o meglio lo spirito delle persone che sono state importanti per te e che alle volte entrano nella tua testa e ti fanno ricordare cosa avresti potuto fare o no…o che ti ricordano che alcune cose possono ritornare alla normalità se solo si ammettono i propri errori o se si ammette che c’è bisogno di aiuto per affrontare la realtà.

Voci che ricordano al ragazzo protagonista che ciò che ha fatto è sbagliato e che non si può facilmente tornare indietro da una violenza subita o addirittura da un’uccisione così eseguita a sangue freddo….Le voci di quei fantasmi che come un coro greco sottolinea i momenti più importanti della tragedia e non ti lascia finché non ammetterai l’errore e la violenza commessa… Il sistema americano, così distante dal nostro ma che sempre ci tormenta con il cinema e la televisione…le armi vendute a chiunque…la violenza gratuita. Il testo riflette proprio su questo…la consapevolezza sempre maggiore di un’adolescente che credendo di vivere un videogioco uccide i suoi genitori e 4 dei suoi compagni credendo poi di ripartire da capo e giocare un’altra volta come quando da piccolo simulava i combattimenti o la guerra gridando “BANG, BANG, SEI MORTO!” . Le armi da fuoco…un vero e proprio strumento di morte…non volute dall’autore stesso in scena per rendere il tutto ancora più finto e visionario, per riportare il tutto a quella situazione di gioco che ogni bambino o adolescente ha vissuto sia che fosse il morto o il carnefice…la violenza degli adolescenti che riescono ad offendere con una parola un loro compagno e che per primi vivono le emozioni in modo diretto…

Quanti di noi hanno mai pensato o addirittura detto “QUESTO LO VORREI MORTO!!!” oppure “VORREI CHE MORISSE!!!” ma quanti di noi poi lo hanno fatto sul serio?

Uno sgarbo può raggiungere certi livelli di violenza? Può una parola sbagliata nel momento meno opportuno arrivare a far dire occhio per occhio?

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