UN UOMO

di Antonio Sotgia

UN UOMO ovvero IL MITO

 

Vorrei capire perchè è così difficile raccontare se stessi. Avere il coraggio di mettersi a nudo davanti ad una platea. Cosa abbiamo veramente da perdere? Cosa rimane di noi dopo la fatidica morte fisica; quella inevitabile amica, quella scomoda nemica, pronta con il suo filo teso a cambiare le sorti umane quotidianamente e disperatamente. La morte esiste signori miei... E che bella risata mi farò quel giorno, davanti allo specchio della mia esistenza, con il viso bagnato dalle mie lacrime e gli occhi rossi, consumati dal troppo terreno.

 

La nostra immagine persiste.

 

Domani stesso andate al cimitero, vedrete che inesorabile sfilata di immagini che segnano il passaggio della signora morte, ma non la fine... Non ci sarà mai fine... non finirà mai! E allora io immagino, con la fantasia che mi contraddistingue, e cammino in un limbo creato da un regista famelico che ha creato per me la cornice che rimmarrà in eterno, in un futuro effimero, fatto di cadaveri.

 

Un limbo dove si vive, oltre la morte, più che nella vita stessa, e dove ritroverò quel mondo fatato che era imprigionato nella mia mente. E con me Greta Garbo, Marlene Dietrich, Marilyn Monroe, Bette Davis, Vivien Leigh e Charlie Chaplin si giocheranno la loro ultima partita a scarabeo, parlando di me attraverso la loro immagine... è così che si diviene immortali.

 

Il ricordo di chi ti ha voluto veramente bene, chi ti ha amato nonostante le difficoltà, chi ha osato dormire con te dentro le stesse coperte calde dell’esistenza: è questa la vita e la morte.

 

E intorno a tutto questo: IO... duplice e ostinato... buono e cattivo... uomo e donna... amore e odio... tutto impresso in una pellicola di celluloide scolorita e bruciata... muta... rigata dal tempo... simile a quella prima emozionante esperienza dei Fratelli Lumiérè, quando con un solo gesto e una magica luce, hanno reso l’uomo immortale... L’arrive du train à la Ciotat... Il viaggio sulla luna... Superman... Come Eravamo... Via col Vento... Viale del Tramonto...

 

Che strano, attraverso tutto questo ritrovo me stesso... un giorno Clarke Gable... il giorno dopo Bette Davis... Una vita per tante vite... Una morte per una sola morte... Un immagine per non dimenticare...

 

E non dimenticate: domani sarà sempre un altro giorno, nessuno sarà mai perfetto, a volte desidereremo rimanere soli, il buon cuore degli estranei rimarrà sempre nelle nostre più recondite speranze, ma la mia vera speranza è che noi tutti, prima o poi, amici e amori, famiglie e fanciulli, andremo su una scogliera e, finalmente, vedremo le balene... insieme...

 

Antonio Sotgia